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Colpevoli liberi umani. Lo spettacolo teatrale di Giampiero Marra ad Agropoli

Pubblicato il 10 aprile 2015 alle 12:07
 
 

La nostra banca sostiene la cultura e supporta lo spettacolo teatrale ‘Colpevoli liberi umani’ che si terrà Venerdì 17 aprile ore 21 Agropoli presso il Luogo d’arte Carmine Pandolfi e diretto da Giampietro Marra e Andrea Ranaldo

Musiche di Mico Argirò
Coreografie di Michela Maffongelli
con Angelo Barone | Andrea Ranaldo | Antonino Cantalupo
Antonio Brunetti | Fabiana Pulisci | Federica D’Alessando
Gaetano De Feo | Giampietro Marra | Michela Maffongelli
Rachele Siniscalchi M. | Rosario Arundine| Stefania Patella
Mico Argirò | Natascia Siano | Pia Argirò
M.Maffongelli

Colpevoli liberi umani non è una storia, non ha una trama. Si sviluppa attraverso il susseguirsi di alcuni “quadri” legati fra loro da
un’idea, da un valore, da uno scenario sempre diverso. Il coro alla “greca” (recitato) ricopre svariate funzioni, diventando personaggio, sfondo, contesto, assumendo alcune volte un ruolo didascalico, altre simbolico. Da questo coro usciranno i personaggi principali e in questo coro rientreranno in un movimento continuo e ripetitivo, scomparendo dalla scena come la scritta sulla sabbia viene cancellata dall’onda.

Ogni cosa raccoglie la Terra degli Inferi. Un Ade moderno ci accoglie negl’Inferi raccontandoci dell’uomo e della sua caducità. Dalla Terra degli Inferi, passeremo all’inferno di Orfeo ed Euridice, poi alla tempesta della vita: un bambino nasce e una madre scappa lontano per salvarlo dagli occhi ingiuriosi di un paese troppo piccolo. Un’altra madre invece sceglierà la via della rinuncia, quella definitiva. Finisce in frantumi in mille diseguali pezzi come una vaso prezioso. Kintsugi! Per saldare insieme i cocci serve oro prezioso ed è l’oro prezioso a tramutare le sue ferite in qualcosa di nuovo e ancora una volta bello. La preghiera ad un Dio spietato sarà la via di fuga dal regno dei morti.

Telecamere accese e siamo in un circo di malformati esseri, metafora della nostra società composta da molteplici potenziali Mostri. Ma non c’è tempo: le api stanno morendo. L’umanità intera contribuisce a quella che è, infine, la propria estinzione. Non si può che fuggire su mastodontiche navi spaziali, verso pianeti lontani. Ka mate, ka mate, ka ora, ka ora! Due guerrieri si affrontano; uno
scontro, un esercito che difende un ideale e poi un altro. Un solo vincitore. Un Puck moderno conclude l’Opera e ci ricorda che nonostante le scelte, Colpevoli o meno, Liberi o sulla via per esserlo, siamo e resteremo sempre, nonostante tutto, esseri Umani. Colpevoli liberi umani.

#Bcccomunicilentani per la cultura!

Locandina-LIBER