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Certificati di Deposito Nominativi

Si tratta di un deposito vincolato mediante il quale la banca acquista la proprietà delle somme depositate dal cliente, obbligandosi a restituirle alla scadenza del termine pattuito. Il rapporto è documentato da un certificato, nominativo, che contiene, tra l’altro, l’indicazione della scadenza e, per i certificati a tasso fisso con liquidazione degli interessi al termine del rapporto, della complessiva somma rimborsabile.

Gli interessi possono essere corrisposti anche periodicamente nel corso della durata del deposito, mediante il pagamento di cedole. Il rimborso viene effettuato: – per i certificati di deposito nominativi, all’intestatario o a chi sia stato da questi espressamente delegato; I principali rischi dei certificati di deposito consistono:

– nell’impossibilità di beneficiare delle eventuali variazioni, verificatesi nell’ambito del mercato bancario, dei tassi al rialzo quando il deposito è a tasso fisso;
– nella possibile diminuzione del tasso rispetto alla misura iniziale, nel caso di deposito a tasso indicizzato; – nella variabilità del tasso di cambio, quando il deposito è in valuta estera (ad esempio, dollari USA o yen giapponesi);
– nella difficoltà di un eventuale disinvestimento della somma prima della scadenza del certificato;
– rischio di controparte, cioè l’eventualità che la banca non sia in grado di rimborsare al cliente le disponibilità risultanti dal deposito. Per questa ragione la Banca aderisce al sistema di garanzia denominato Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, che assicura a ciascun depositante una copertura fino a 103.291,38 euro.
I depositi al portatore sono esclusi dalla tutela del sistema di garanzia.

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